martes, 17 de enero de 2012

I SUGGERIMENTI PRATICI – ANIMAZIONE LITURGICA


Qualità fondamentali per far parte dell'équipe di animazione liturgica
34. Per far parte dell'équipe è indispensabile avere la vocazione al servizio e la capacità di essere di aiuto nella comunità. Vocazione che andrà gradualmente maturando nell'appartenere al Gruppo e si manifesterà ogni volta sempre più solida e consapevole man mano che il tempo passa. Appartenere all'équipe non è una moda, non è per primeggiare davanti l'assemblea, né per impegnare le energie e le capacità dei laici, è una vera vocazione che si manifesta tale anche nella chiamata da parte del parroco a far parte del Gruppo; essa esige dedizione generosa di tempo, l' impegno ad assumere compiti nella celebrazione del culto divino e a mettere a disposizione della comunità i carismi ricevuti dal Signore.


1) Lo spirito di servizio
35. Chi svolge un compito nell'azione liturgica si pone disinteressatamente al servizio dell'assemblea per aiutarla a comprendere, partecipare e vivere il mistero celebrato nel miglio modo possibile. Egli deve avere presente lo spirito delle parole di Gesù che ha detto: "Il Figlio di Dio è venuto a servire e non ad essere servito". Lo spirito di servizio aiuta a superare le difficoltà che sorgeranno, probabilmente, nell'équipe. Nel dialogo fraterno occorre cercare la verità e non imporre opinioni molto personali sugli altri, sarebbe contro lo spirito di comunione che deve regnare tra tutti i membri del Gruppo liturgico; il quale poi, non può considerarsi "padrone" della liturgia della comunità, ma sentirsi e agire come "servo". Tale spirito di servizio nel compiere con amore ed umiltà i diversi ministeri, fa in modo che l'équipe sia solida, ben fondata e perseveri nell'impegno di servizio alla Comunità.
2) Lo spirito di comunione
36. Tutte le azioni della Chiesa debbono essere contraddistinte da un profondo senso di "comunione".
Se nella liturgia si realizzano e si celebrano i misteri che "uniscono", è naturale che tutti coloro che animano debbono manifestare nell'assemblea la comunione che regna fra di loro quando programmano, coordinano, preparano ed eseguono qualche servizio nelle celebrazioni: "Tra voi si comprende che vi è un vero gruppo unito e organizzato!". E' un elogio e una testimonianza della comunione che deve percepire l'assemblea liturgica.
Se il gruppo vuole realizzare questo spirito di "comunione", non può rimanere distaccato dalla comunità che intende servire nell'azione liturgica e con la quale deve avere una costante relazione di comunione. Né tantomeno può condurre la sua vita e le sue funzioni indipendentemente dagli altri gruppi che si dedicano ad altri compiti per il bene della comunità.
3) Essere "partecipi" prima che "animatori"
37. Colui che esercita un ministero o una funzione nella celebrazione è un membro attivo dell'assemblea che serve. Non è lì innanzitutto perché i fedeli accolgano, ascoltino la Parola e celebrino il mistero o per fare un commento, ecc., ma per essere il primo a partecipare, pregare, ascoltare, e celebrare, ecc. Non può essere fuori dalla partecipazione mentre anima gli altri. Deve sentirsi membro dell'assemblea che prega e celebra, deve dare testimonianza della sua gioiosa partecipazione. Nel caso che non si integri pienamente non deve poi sperare che l'assemblea risponda ai suoi sforzi di animatore.
4) Conoscere la comunità cristiana
38. È indispensabile che gli addetti all'animazione, prima di porsi dinanzi all'assemblea come servi della comunità, ne conoscano la cultura, le possibilità, le tensioni, i problemi e le speranze, l'espressione ed il linguaggio per non fare attenzione ad un solo gruppo di persone emarginando altri, o esigendo dall'assemblea più di quello che può dare.
Il nostro tempo, con il suo pluralismo non solo nella cultura, ma anche nell'adesione alla fede e alla pratica religiosa, obbliga a prestare più attenzione allo stile e al grado di fede di coloro che formano l'assemblea Tutti sono chiamati a partecipare, a confessare la fede, a pregare e a ringraziare. Tutti sono in cammino. C'è però chi cerca Dio in sincerità e chi, sebbene battezzato, è scarsamente credente, altri vivono nel compromesso la comunione con Dio e con i fratelli. Tutto questo esige un adattarsi nei diversi momenti celebrativi e richiede a ciascun membro dell'assemblea di crescere gradatamente nel suo cammino personale di fede e nell'impegno di vita cristiana.
5) Desiderare di migliorare la qualità delle celebrazioni
39. Chi esercita una funzione di servizio nella liturgia deve essere capace di realizzarla con la maggiore perfezione possibile. Negli ultimi anni si sono fatte avanti molte persone di buona volontà che hanno esercitato qualche funzione nelle celebrazioni, Hanno fatto e fanno un gran servizio alla comunità. Meritano una parola di elogio e di riconoscimento per la loro volontà, senso di servizio e generosità. Questo però non impedisce di rilevare deficienze nella attuazione dell'animazione nell'assemblea.
Ci sono lettori che sanno leggere bene ma che non riescono a comunicare la Buona Novella proclamata o non conoscono la tecnica più elementare del suono.
Ci sono pure direttori del canto ed organisti specializzati musicalmente, ma che non conoscono la normativa e lo spirito della liturgia.
Inoltre vi sono presidenti che non sanno "celebrare" l'azione liturgica, o non sono consapevoli della ricchezza di possibilità e di testi a scelta che sono offerti ,per ciascuna celebrazione, dai libri liturgici rinnovati.
Quando si esercitano alcune funzioni nelle celebrazioni alla buona o si lasciano alla semplice spontaneità si dà l'impressione di improvvisazione e di mancanza di preparazione.
L'impegno è a far si che vada scomparendo lo "spontaneismo" nelle azioni liturgiche a beneficio di una adeguata preparazione. Non si tratta soltanto di svolgere un servizio, ma di realizzarlo con una preparazione tecnica, con una capacità umana e comunicativa e con una sensibilità e spirito liturgico.
Nella celebrazione, le parole, i simboli e riti, i gesti e i movimenti hanno un loro senso e come tali debbono apparire. Chi esercita un ministero o una funzione di animazione ha la missione di aiutare a scoprire e apprezzare la loro verità e autenticità, il loro significato e senso. Essi hanno una funzione "iconica": debbono indirizzare, collegare, condurre verso la realtà simbolizzata o celebrata. La qualità iconica che presentano risulterà a beneficio della partecipazione dei fedeli, Ciò che realizzano a favore dell'assemblea è un piccolo sacramento dentro il sacramento che si celebra e rende possibile che si viva con fede profonda l'esperienza di comunione con Dio e con i fratelli.
Sr M Cristina Cruciani pddm
Conferenza episcopale Abruzzese e Molisana
Convegno liturgico Regionale
24 settembre 2011 - Lanciano

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