lunes, 16 de enero de 2012

LAUDES - NATURALEZA Y ESPÍRITU DE CADA UNA DE LAS HORAS


El carácter horario de la LH se destaca no sólo por el hecho de que cada uno de los oficios está escalonado a lo largo del día, sino también por el contenido temático referido a las horas o a los misterios de la salvación vinculados históricamente a ellas.
Las laudes son una oración estrechamente vinculada, por tradición, ordenamiento explícito de la iglesia y contenido contextual, con el tiempo que cierra la noche y abre el día. Es la voz de la esposa, la iglesia, que se levanta para "cantar la alborada al esposo".

LA PARTICIPAZIONE LITURGICA

23. La riforma liturgica, proposta dal Concilio Vaticano II, ha promosso la partecipazione e la considera parte integrante e costitutiva della stessa azione liturgica quando afferma che: "La santa Madre Chiesa desidera ardentemente che tutti i fedeli vengano formati a quella piena partecipazione, consapevole e attiva alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, 'stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo acquistato' (1 Pt 2,9; cfr 2,4-5), ha diritto e dovere in forza del battesimo" (SC 14).

domingo, 15 de enero de 2012

EL OFICIO EN LAS IGLESIAS ORIENTALES

Al ser imposible bosquejar en pocas líneas la evolución histórica del oficio divino en los ocho ritos orientales y en las numerosas iglesias que los siguen, baste aquí una alusión al número de las horas y a algunos de sus componentes.
El Horologion, el libro litúrgico del oficio bizantino, tiene estas horas: medianoche (mesonyktikón), maitines (órthros), prima, tercia, sexta, nona, vísperas (esperínon o lychnikon), completas (apódeipnon = después de la cena). En los días alitúrgicos de cuaresma se añade, después de sexta, el oficio de los lypica, que ocupa el puesto de la misa. En las llamadas cuaresmas de navidad y de los santos apóstoles, las horas diurnas tienen un oficio intermediario llamado mesórion. El rito armenio tiene además la hora pacífica entre vísperas y completas.

FONDAMENTI DELL' "ANIMAZIONE LITURGICA"

17. La costituzione conciliare sulla Sacra liturgia parla con insistenza della partecipazione dei fedeli alle celebrazioni e la considera come parte integrante e costitutiva dell'azione liturgica stessa. Azione e partecipazione sono alla base di ogni animazione liturgica:
La liturgia è una azione.
18. L'animazione liturgica si radica nello stesso significato etimologico della parola "leitourghia" (= leit da laos-popolo e érgon-azione) e nella descrizione della Sacrosanctum Concilium (SC 7) che definisce la liturgica "azione sacra". La liturgia è una azione di culto, non nella forma esteriore, ma nel senso espresso dalle parole di Cristo: "Ho compiuto l'opera che tu (Padre) mi hai ordinato". In realtà nella liturgia "si compie l'opera della nostra redenzione" (SC 2). Inoltre, è una azione caratterizzata dalla ritualità e dal simbolismo in cui si realizza un culto in spirito e verità a Dio. Considerata così la liturgia, si comprende che l'animazione è un elemento qualificante per raggiungere il significato dell'azione.

sábado, 14 de enero de 2012

E IL VERBO SI È FATTO CARNE

A Nicea, nel 878 —nel medesimo luogo in cui nel 325 il primo concilio ecumenico dichiarava che Cristo è consustanziale a Dio Padre, contro le deviazioni di Ario—, la Chiesa  sottolinea la rappresentabilità di Cristo, di Maria, dei Santi. Sommando, per così dire, i due concili niceni, la Chiesa dichiara la rappresentabilità di Cristo, vero Uomo e vero Dio.

UN PO' DI STORIA - ANIMAZIONE LITURGICA


12. Discutere e promuovere l'animazione liturgica può sembrare una novità derivata dalle esigenze o dalla necessità improrogabile di promuovere una pastorale liturgica in forza dei testi dei nuovi libri liturgici. Una attenta rilettura dei dati storici dimostra che nel cristianesimo ogni epoca culturale, quale più quale meno, ha fatto rilevanti sforzi per far sì che i fedeli partecipassero, in un modo o in un altro, al culto divino della Chiesa.
L'animazione liturgica ha radici remote nella storia e nella prassi della celebrazione. Senza pretendere di fare qui una esposizione completa dei ministeri e servizi liturgici che troviamo nella storia, né di entrare in questioni problematiche, indichiamo alcuni dati tra i più significativi e illuminanti.

viernes, 13 de enero de 2012

LA PECULIARITÀ DELL’ARTE CRISTIANA

Ogni opera d’arte, dunque, intrattiene un peculiare legame con la realtà; tanto più un’arte che voglia essere esplicitamente religiosa, o, ancor più, sacra, non può prescindere né dal vedere —cadendo in un simbolismo, questo sì astratto nel senso deteriore del termine—, né dal pensare —cadendo viceversa nel puro segno materiale, parimenti astratto. Nell’arte contemporanea, è infatti possibile rintracciare la traccia di due tradizioni: una che può essere definita “materica”, ovvero che cerca di rappresentare le stesse realtà trascendenti negandole nella pura immanenza del segno sulla materia; l’altra, invece, che viceversa cerca di esprimere una sorta di spiritualità, allontanandosi dalla materia, fino a una sua negazione apparente, nella ricerca di una, in sé contraddittoria, invedibilità dell’opera d’arte. Quest’ultima tradizione, per certi versi più forte rispetto alla prima, conduce l’arte verso un paradosso che la allontana dalla possibilità di parlare.