A Nicea, nel 878 —nel medesimo luogo in cui nel 325
il primo concilio ecumenico dichiarava che Cristo è consustanziale a Dio Padre,
contro le deviazioni di Ario—, la Chiesa
sottolinea la rappresentabilità di Cristo, di Maria, dei Santi.
Sommando, per così dire, i due concili niceni, la Chiesa dichiara la
rappresentabilità di Cristo, vero Uomo e vero Dio.La Igleisa necesita de santos, lo sabemos, y ella necesita también de artistas hábiles y capaces; los unos y los otros, santos y artistas, son testimonio del espíritu que vive en Cristo (Pablo VI Carta a los miembros de la Comisión Diocesana de Arte Sacra. 4 de junio de 1967).
sábado, 14 de enero de 2012
E IL VERBO SI È FATTO CARNE
A Nicea, nel 878 —nel medesimo luogo in cui nel 325
il primo concilio ecumenico dichiarava che Cristo è consustanziale a Dio Padre,
contro le deviazioni di Ario—, la Chiesa
sottolinea la rappresentabilità di Cristo, di Maria, dei Santi.
Sommando, per così dire, i due concili niceni, la Chiesa dichiara la
rappresentabilità di Cristo, vero Uomo e vero Dio.UN PO' DI STORIA - ANIMAZIONE LITURGICA
12. Discutere e
promuovere l'animazione liturgica può sembrare una novità derivata dalle
esigenze o dalla necessità improrogabile di promuovere una pastorale liturgica
in forza dei testi dei nuovi libri liturgici. Una attenta rilettura dei dati
storici dimostra che nel cristianesimo ogni epoca culturale, quale più quale
meno, ha fatto rilevanti sforzi per far sì che i fedeli partecipassero, in un
modo o in un altro, al culto divino della Chiesa.
L'animazione
liturgica ha radici remote nella storia e nella prassi della celebrazione.
Senza pretendere di fare qui una esposizione completa dei ministeri e servizi
liturgici che troviamo nella storia, né di entrare in questioni problematiche,
indichiamo alcuni dati tra i più significativi e illuminanti.
viernes, 13 de enero de 2012
LA PECULIARITÀ DELL’ARTE CRISTIANA
Ogni opera d’arte, dunque, intrattiene un peculiare
legame con la realtà; tanto più un’arte che voglia essere esplicitamente
religiosa, o, ancor più, sacra, non può prescindere né dal vedere —cadendo in
un simbolismo, questo sì astratto nel senso deteriore del termine—, né dal
pensare —cadendo viceversa nel puro segno materiale, parimenti astratto.
Nell’arte contemporanea, è infatti possibile rintracciare la traccia di due
tradizioni: una che può essere definita “materica”, ovvero che cerca di
rappresentare le stesse realtà trascendenti negandole nella pura immanenza del
segno sulla materia; l’altra, invece, che viceversa cerca di esprimere una sorta
di spiritualità, allontanandosi dalla materia, fino a una sua negazione
apparente, nella ricerca di una, in sé contraddittoria, invedibilità dell’opera
d’arte. Quest’ultima tradizione, per certi versi più forte rispetto alla prima,
conduce l’arte verso un paradosso che la allontana dalla possibilità di
parlare. CHE COS'È L'ÉQUIPE" DI ANIMAZIONE LITURGICA?
8. È un "Gruppo"
costituito da alcuni cristiani fedeli che assumono ed esplicano, con
responsabile vocazione, un ministero o un servizio nelle celebrazioni della
comunità cristiana. Si distingue per la sua unità e pluralità: alcuni
esercitano i ministeri ordinati di presidenza e diaconia, altri i ministeri
istituiti di accolitato, lettorato o il ministero straordinario della
comunione, altri il servizio di guida, salmista, cantore, organista,
ministrante, addetto all'accoglienza, ecc.
jueves, 12 de enero de 2012
VEDERE LA REALTÀ CREATA
Una distinzione molto importante ai fini del nostro
discorso, e non coincidente con quella tra arti liberali e arti meccaniche,
sottolinea la diversità tra arti utili e arti belle[1]. Esse differiscono
perché le une sono rivolte a mezzi pratici (arti utili, appunti), le altre
invece sono finalizzate al bello, hanno la bellezza come fine. L’elemento che
qualifica ciò che noi oggi chiamiamo arte è un particolare rapporto con il
bello. L’arte esprime la bellezza del creato e del Creatore, l’arte riconosce
la bellezza e la ri–produce.
L'ANIMAZIONE NEI DOCUMENTI LITURGICI
7 "L'Èquipe
di animazione liturgica",sebbene non sia menzionata espressamente nella
Costituzione liturgica del Vaticano II è sottintesa ai numeri 11 e 28.
Il documento che
ne parla in modo esplicito è l'Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR)
che, al n. 111, dice: "La preparazione pratica di ogni celebrazione
liturgica si faccia di comune intesa tra tutti coloro che sono interessati
rispettivamente alla parte rituale, pastorale e musicale, sotto la direzione
del rettore della chiesa, e sentito anche il parere dei fedeli per quelle cose
che li riguardano direttamente" (1).
miércoles, 11 de enero de 2012
ARTISTI PER ANALOGIA
“Tutti gli artisti, poi, che guidati dal loro
ingegno intendono glorificare Dio nella santa Chiesa, ricordino sempre che la
loro attività è in certo modo una sacra imitazione di Dio Creatore e che le
loro opere sono destinate al culto
cattolico, all’edificazione, alla pietà e all’istruzione religiosa dei fedeli”[1].
L’attività dell’artista è dunque “in certo modo» una sacra imitazione di Dio Creatore,
ovvero la creazione artistica umana è “analoga” alla Creazione divina, seppure
con l’infinita distanza presente in tutte le sfuocate analogie[2] con cui gli uomini
parlano di Dio.
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