viernes, 13 de enero de 2012

LA PECULIARITÀ DELL’ARTE CRISTIANA

Ogni opera d’arte, dunque, intrattiene un peculiare legame con la realtà; tanto più un’arte che voglia essere esplicitamente religiosa, o, ancor più, sacra, non può prescindere né dal vedere —cadendo in un simbolismo, questo sì astratto nel senso deteriore del termine—, né dal pensare —cadendo viceversa nel puro segno materiale, parimenti astratto. Nell’arte contemporanea, è infatti possibile rintracciare la traccia di due tradizioni: una che può essere definita “materica”, ovvero che cerca di rappresentare le stesse realtà trascendenti negandole nella pura immanenza del segno sulla materia; l’altra, invece, che viceversa cerca di esprimere una sorta di spiritualità, allontanandosi dalla materia, fino a una sua negazione apparente, nella ricerca di una, in sé contraddittoria, invedibilità dell’opera d’arte. Quest’ultima tradizione, per certi versi più forte rispetto alla prima, conduce l’arte verso un paradosso che la allontana dalla possibilità di parlare.

CHE COS'È L'ÉQUIPE" DI ANIMAZIONE LITURGICA?

8. È un "Gruppo" costituito da alcuni cristiani fedeli che assumono ed esplicano, con responsabile vocazione, un ministero o un servizio nelle celebrazioni della comunità cristiana. Si distingue per la sua unità e pluralità: alcuni esercitano i ministeri ordinati di presidenza e diaconia, altri i ministeri istituiti di accolitato, lettorato o il ministero straordinario della comunione, altri il servizio di guida, salmista, cantore, organista, ministrante, addetto all'accoglienza, ecc.

jueves, 12 de enero de 2012

VEDERE LA REALTÀ CREATA

Una distinzione molto importante ai fini del nostro discorso, e non coincidente con quella tra arti liberali e arti meccaniche, sottolinea la diversità tra arti utili e arti belle[1]. Esse differiscono perché le une sono rivolte a mezzi pratici (arti utili, appunti), le altre invece sono finalizzate al bello, hanno la bellezza come fine. L’elemento che qualifica ciò che noi oggi chiamiamo arte è un particolare rapporto con il bello. L’arte esprime la bellezza del creato e del Creatore, l’arte riconosce la bellezza e la ri–produce.


L'ANIMAZIONE NEI DOCUMENTI LITURGICI

7 "L'Èquipe di animazione liturgica",sebbene non sia menzionata espressamente nella Costituzione liturgica del Vaticano II è sottintesa ai numeri 11 e 28.
Il documento che ne parla in modo esplicito è l'Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR) che, al n. 111, dice: "La preparazione pratica di ogni celebrazione liturgica si faccia di comune intesa tra tutti coloro che sono interessati rispettivamente alla parte rituale, pastorale e musicale, sotto la direzione del rettore della chiesa, e sentito anche il parere dei fedeli per quelle cose che li riguardano direttamente" (1).

miércoles, 11 de enero de 2012

ARTISTI PER ANALOGIA

“Tutti gli artisti, poi, che guidati dal loro ingegno intendono glorificare Dio nella santa Chiesa, ricordino sempre che la loro attività è in certo modo una sacra imitazione di Dio Creatore e che le loro opere  sono destinate al culto cattolico, all’edificazione, alla pietà e all’istruzione religiosa dei fedeli”[1].
L’attività dell’artista è dunque  “in certo modo» una sacra imitazione di Dio Creatore, ovvero la creazione artistica umana è “analoga” alla Creazione divina, seppure con l’infinita distanza presente in tutte le sfuocate analogie[2] con cui gli uomini parlano di Dio.


martes, 10 de enero de 2012

REFORMA PARA EL CONSISTORIO 2012

La Oficina de las Celebraciones Litúrgicas del Sumo Pontífice dio a conocer algunas modificaciones aprobadas por el Papa Benedicto XVI para los consistorios, es decir, para la creación de los nuevos cardenales a partir del siguiente el día 18 de febrero.

Sustancialmente, señala el Vatican Information Service, se unifican los tres momentos de la imposición de la birreta (el gorro cuadrangular de color púrpura de los cardenales), la entrega del anillo cardenalicio y la asignación del título o de la diaconía.

AÑO DE LA FE - INDICACIONES PASTORALES

La Congregación para la Doctrina de la publicó una "Nota con indicaciones pastorales para el Año de la Fe" querido y decretado por el Papa Benedicto XVI, en la que se resalta la centralidad del Catecismo de la Iglesia Católica y los documentos del Concilio Vaticano II para esta importante celebración.
"Será una ocasión propicia para que todos los fieles comprendan con mayor profundidad que el fundamento de la fe cristiana es ‘el encuentro con un acontecimiento, con una Persona, que da un nuevo horizonte a la vida y, con ello, una orientación decisiva’", se explica.