La Igleisa necesita de santos, lo sabemos, y ella necesita también de artistas hábiles y capaces; los unos y los otros, santos y artistas, son testimonio del espíritu que vive en Cristo (Pablo VI Carta a los miembros de la Comisión Diocesana de Arte Sacra. 4 de junio de 1967).
sábado, 24 de diciembre de 2011
viernes, 23 de diciembre de 2011
ORIENTAMENTO ASTRONOMICO DELLE CHIESE
Prima del XII d.C. le Chiese erano edificate secondo i canoni costruttivi e
soprattutto di orientamento, stabiliti già nelle Costituzioni Apostoliche
redatte nei primi secoli del cristianesimo.
Sin dagli albori del cristianesimo era diffusa la tradizione
di orientare i templi o più in generale i luoghi di culto verso la direzione
cardinale est (Versus Solem Orientem) in quanto per i cristiani la salvezza era
collegata alla generica direzione cardinale orientale.Infatti Gesù aveva come
simbolo il Sole (Sol justitiae, Sol invictus, Sol salutis) e la direzione est
era simbolizzata dalla croce, simbolo della vittoria.Nel Medioevo le chiese
erano generalmente progettate a forma di croce, generalmente latina, con
l'abside orientato ad est. L'ingresso principale era quindi posizionato sul
lato occidentale, in corrispondenza dei piedi della croce in modo che i fedeli
entrati nell'edificio camminassero verso oriente simboleggiando l'ascesa di
Cristo. La direzione orientale corrisponde a quel segmento di orizzonte locale
in cui i corpi celesti sorgono analogamente, dal punto di vista simbolico, alla
stella della nascita di Cristo, nota come "la stella dell'est". Le
chiese dovevano assolvere agli aspetti puramente liturgici quindi le istruzioni
che venivano date agli architetti in fase di progettazione si basavano su tutta
una serie di indicazioni tratti dalla simbologia liturgica della religione
cristiana.
ANTONI GAUDÍ, “L’ARCHITETTO DI DIO” 7/7
La
riscoperta è iniziata da non oltre mezzo secolo. Il merito spetta anche a Le
Corbusier, il quale, già nel maggio del 1928, visitando i suoi lavori a
Barcellona, l’aveva definito come colui che possedeva “la maggior forza
architettonica tra gli uomini della sua generazione” e, nel 1957, “un uomo di
una forza, fede e capacità tecnica straordinaria”. Il ‘nostro’ Bruno Zevi aveva
riconosciuto, poi, come l’architettura del genio catalano fosse stata una delle
radici dell’Espressionismo. A rivalutare la sua figura contribuirono, inoltre,
i suoi conterranei Miró e Dalí, all’interno del movimento surrealista, ai quali
egli seppe ispirare forme inedite, così strane e aggressive per l’immaginario contemporaneo.
IL CORPO IL VOLTO DI GESÚ NELL`ARTE

Nel
pomeriggio di giovedì 4 febbraio nell'Ambasciata Italiana presso la Santa Sede
sono state presentate le iniziative culturali di "Imago Veritatis"
per la prossima ostensione della Sindone. In particolare la mostra "Gesù.
Il volto, il corpo nell'arte" organizzata con la Reggia della Venaria
Reale - dal 1 ° aprile al 1 ° agosto - e il concorso per le scuole piemontesi
"L'uomo della Sindone". Sono intervenuti l'arcivescovo Gianfranco
Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Giuseppe Ghiberti,
presidente della Commissione Sindone della diocesi di Torino, Andrea Gianni,
presidente dell'Associazione Sant'Anselmo, Lucetta Scaraffia, dell'università
di Roma La Sapienza, Alberto Vanelli, direttore della Venaria Reale e il
curatore della mostra. Di quest'ultimo pubblichiamo l'intervento.
jueves, 22 de diciembre de 2011
LA CATEDRAL DESDE LA ARQUITECTURA ROMÁNICA A LA GÓTICA, EL TRASFONDO TEOLÓGICO
En las catequesis de las semanas
anteriores presenté algunos aspectos de la teología medieval. Pero la fe
cristiana, profundamente arraigada en los hombres y las mujeres de aquellos
siglos, no dio origen solamente a obras maestras de la literatura teológica,
del pensamiento y de la fe. Inspiró también una de las creaciones artísticas
más elevadas de la civilización universal: las catedrales, verdadera gloria del
Medievo cristiano. Durante casi tres siglos, a partir de comienzos del siglo
XI, en Europa se asistió a un fervor artístico extraordinario. Un antiguo
cronista describe así el entusiasmo y la laboriosidad de aquellos tiempos:
"Sucedió que en todo el mundo, pero especialmente en Italia y en las
Galias, se comenzaron a reconstruir las iglesias, aunque muchas de ellas, que
todavía estaban en buenas condiciones, no necesitaban esa restauración. Era
como una competición entre un pueblo y otro; parecía que el mundo, liberándose
de los viejos andrajos, por todas partes quisiera revestirse del blanco vestido
de nuevas iglesias. En definitiva, los fieles de entonces restauraron casi todas
las iglesias catedrales, un gran número de iglesias monásticas e incluso
oratorios de pueblo" (Rodolfo el Glabro, Historiarum 3, 4).
XVI Convegno Liturgico per Seminaristi
Roma, 28 – 30 dicembre 2011
Istituto Maria SS. Bambina
Via Paolo VI, 21
Il convegno è aperto ai seminaristi dei corsi di teologia ed agli alunni degli studentati religiosi
La quota di iscrizione è di Euro 40,00
Il costo del pacchetto comprensivo di quota di iscrizione e alloggio è di Euro 240,00
Per avere informazioni sulle modalità di iscrizione e sulla disponibilità delle stanze, si prega di contattare la Segreteria del CAL: tel. 06 4741870 - centroazioneliturgica@email.it
ANTONI GAUDÍ, “L’ARCHITETTO DI DIO” 6/7
Una
delle poche passioni che Gaudí aveva conservato, nell’ultimo periodo della sua
esistenza terrena, era l’amore per la musica. Alla fine della sua giornata di
lavoro, specialmente la domenica, gli piaceva fare una lunga passeggiata a
piedi che terminava all’oratorio di San Filippo Neri. Qui sostava in preghiera
tutte le vigilie e si estasiava con la messa cantata. Considerava il canto
gregoriano come un prolungamento della sua arte. O, piuttosto, il contrario,
l’architettura era per lui una riproduzione in pietra del canto d’elogio che
rappresentava il gregoriano. Il legame con l’Oratorio era rinforzato anche
dalla presenza di un sacerdote singolare, il Padre Agustín Mas Folch, che era
il suo direttore spirituale e che sarà ucciso nel 1937, durante la persecuzione
religiosa. E sarà anche questa passione ad essergli fatale.
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