La
riscoperta è iniziata da non oltre mezzo secolo. Il merito spetta anche a Le
Corbusier, il quale, già nel maggio del 1928, visitando i suoi lavori a
Barcellona, l’aveva definito come colui che possedeva “la maggior forza
architettonica tra gli uomini della sua generazione” e, nel 1957, “un uomo di
una forza, fede e capacità tecnica straordinaria”. Il ‘nostro’ Bruno Zevi aveva
riconosciuto, poi, come l’architettura del genio catalano fosse stata una delle
radici dell’Espressionismo. A rivalutare la sua figura contribuirono, inoltre,
i suoi conterranei Miró e Dalí, all’interno del movimento surrealista, ai quali
egli seppe ispirare forme inedite, così strane e aggressive per l’immaginario contemporaneo.